Alberghi: il primo trimestre 2016 è in forte crescita

L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo, si sa. Le particolarità naturali che abbiamo noi, i monumenti storici che si trovano sul nostro territorio, le città romantiche che possiamo vantare, sono tutte cose che hanno fatto sognare milioni di persone da ogni parte del mondo.

La crisi economica che ha colpito l’Europa e il mondo, tuttavia, per alcuni anni aveva diminuito il numero di turisti in arrivo in Italia, facendo segnare un trend negativo assolutamente dannoso per la nostra economia (bisogna considerare che il turismo influisce sul nostro PIL per una quota pari al 11,8%).

Per fortuna, sembra che il 2016 sia un anno di ripresa, almeno stando a quanto si è avuto modo di vedere nei primi 3 mesi dell’anno, il migliore da 3 anni a questa parte.

L’Osservatorio di Federalberghi ha infatti presentato, durante l’assemblea dell’associazione che si è tenuta a Saint Vincent, che le presente alberghiere da gennaio a marzo sono cresciute del 5,3% rispetto al 2015, con gli italiani in crescita del 6,3% e gli stranieri del 4,3%. Il mese migliore è stato febbraio, con un incremento del 5,8% in media.

Nonostante questo, Federalberghi spinge gli albergatori a non cullarsi sugli allori, ma anzi a fare di tutto per poter incrementare ancora il turismo italiano.

Allo stesso modo, l’associazione degli albergatori chiede al governo di abbassare le tasse sul lavoro e sui beni strumentali, oltre che quelle sugli interventi di riqualificazione che devono essere fatti per poter creare nuovi posti di lavoro e, in generale, più ricchezza.

La crescita delle presenze alberghiere ha permesso anche alla disoccupazione specifica di scendere: nei primi 3 mesi del 2016, infatti, il numero delle assunzioni è salito del 1,9%, con un incremento del 3% tra quelli a tempo indeterminato.

Bernabò Bocca, presidente degli albergatori, dice anche che è fondamentale arrivare a legiferare su alcune aree ancora “grigie” del settore, in maniera particolare quelle che riguardano internet (che viene definito dallo stesso Bocca come “il west”) e che possono potenzialmente alimentare la concorrenza sleale.

Occasioni di presentazioni del nostro paese, come è stato l’Expo di qualche mese fa, possono aver indubbiamente aiutato a farci conoscere all’estero (se ancora ce ne fosse bisogno).

Cosa manca ancora? Un portale turistico italiano fatto come si deve…

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Francesco Siri

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