Il problema dei debiti in Italia

Debito è una parola pesante, pressante, difficile da digerire. Eppure, in Italia, se ne parla continuamente. Non è solo il governo ad essere a debito, ma lo sono anche i cittadini, che a causa della crisi hanno visto aumentare la loro esposizione ai debiti.

Piercarlo Padoan, Ministro dell’Economia italiano, ha detto che il nostro paese è tornato a crescere, che il PIL si  mosso più velocemente e più forte delle attese, e che siamo di fronte ad un momento particolare per la nostra economia: sulla base dei dati confermati a gennaio e a febbraio 2016, si stima che la produzione industriale del primo trimestre potrebbe essere pari al 1%.

Allo stesso tempo, il rapporto tra debito e PIL è in calo dal 132,7% del 2015 al 132,4%.

L’obiettivo del lavoro che il governo sta facendo è quello di permettere, il prossimo anno, di trovare delle misure alternative a quelle dell’aumento dell’IVA, che peserebbe come un macigno sul popolo italiano e sui consumi, mettendo a rischio quel poco di ripresa che stiamo facendo registrare.

Allo stesso modo, però, non sono tutte rose e fiori. Il Fondo Monetario Internazionale, guidato da Christine Lagarde, ha detto che il nostro paese non va poi così bene: poca crescita, un cuneo fiscale da maglia nera in Europa, il debito ancora alto e il nodo banche sono le 4 cose che pesano di più sulla crescita globale italica, tagliata, tra l’altro, dal World Economic Outlook.

In maniera particolare, l’Italia dovrebbe focalizzarsi sulla riduzione del debito e delle tasse, due spine nel fianco dei privati ma anche e soprattutto delle aziende.

Varie le opportunità che banche e finanziarie concedono per prestare denaro, finanziare i pensionati e concedere credito alle ditte, ma non sempre è la strada giusta. I privati in maniera particolare si trovano tutti i giorni a dover fare i conti, tra le altre cose, anche con Equitalia. E’ il caso di Salvatore, un detenuto del carcere di Ancona al quale l’agenzia di riscossione debiti ha pignorato la diaria da 20 € al giorno per dei vecchi debiti maturati anni fa per un totale di oltre 12.000 € . Fonte ottopagine.it .

Fa ridere il caso di Giampaolo Fassa, imprenditore del trevigiano che si è visto assegnare, qualche anno fa, un debito da 20.000 € da parte di Equitalia, che lui ha pagato con i bollettini postali recapitati a casa. Peccato per 1,13 € di insoluti, che dovrebbero essere un errore di Equitalia e che gli hanno portato all’iscrizione nel registro dei cattivi pagatori e al blocco, per la sua azienda, di accedere al credito e di poter fare compere (oltre ad un’ipoteca sulla casa mai cancellata).

Tre esempi differenti che mettono in evidenza come, a vari livelli, il debito sia spesso un problema.

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Francesco Siri

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